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DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI

DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI

I disturbi del controllo degli impulsi hanno in comune l’incapacità di resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sé o per gli altri. Nella maggior parte dei disturbi descritti in questa sezione il soggetto avverte una sensazione di crescente tensione o eccitazione prima di compiere l’azione e, dopo averla commessa, prova piacere, gratificazione o sollievo.

In questa sezione sono inclusi i seguenti disturbi:

-Disturbo esplosivo intermittente

-Cleptomania

-Piromania

-Gioco d’azzardo patologico

-Tricotillomania

-Disturbo del controllo degli impulsi N.A.S.

  1. Disturbo esplosivo intermittente

I soggetti con questo disturbo provano un forte impulso ad essere aggressivi (irritabilità, rabbia, aumentata energia, fuga delle idee) prima di mettere in atto le loro azioni, nonché umore depresso, rimorso, vergogna e stanchezza dopo averle compiute. A volte tali episodi sono preceduti da formicolii, tremori, costrizione toracica o palpitazioni. La storia della fanciullezza può presentare gravi scatti temperamentali, iperattività e attenzione compromessa.

Criteri diagnostici

  1. a) Numerosi episodi isolati d’incapacità a resistere agli impulsi aggressivi, che causano gravi atti aggressivi o distruzione delle proprietà;
  2. b) Il grado di aggressività espressa è del tutto spropositato rispetto a qualunque fattore psicosociale stressante precipitante;
  3. c) Gli episodi aggressivi non sono meglio attribuibili ad un altro disturbo mentale (Disturbo antisociale o borderline di personalità, Disturbo psicotico, Disturbi dell’umore, Disturbi d’ansia, Episodio maniacale…) e non può essere ricondotto agli effetti dell’uso di sostanze o ad una condizione medica generale.

A pazienti con Disturbo borderline di personalità, Disturbo antisociale di personalità, Schizofrenia o Episodio maniacale si fa diagnosi di Disturbo esplosivo intermittente solo se l’aggressività ha una particolare rilevanza clinica.

  1. Cleptomania

Il soggetto percepisce l’erroneità dell’atto di rubare ma non può resistervi. Egli può sentirsi depresso o in colpa per i furti. Questo disturbo può comparire in associazione a Disturbi dell’umore, Disturbi d’ansia, Bulimia Nervosa e altri Disturbi del controllo degli impulsi.

Criteri diagnostici

  1. a) Ricorrente incapacità di resistere agli impulsi di rubare oggetti di cui non c’è bisogno per l’uso personale o per il valore economico;
  2. b) Sensazione crescente di tensione prima di commettere il furto;
  3. c) Il soggetto percepisce piacere e sollievo al momento del furto;
  4. d) Il furto non viene compiuto per esprimere rabbia o vendetta né in risposta ad un delirio o ad un’allucinazione;
  5. e) Il furto non è meglio attribuibile ad un Disturbo della condotta, una Demenza, un Episodio maniacale o un Disturbo antisociale di personalità.

Nella Simulazione i soggetti possono fingere i sintomi della Cleptomania per evitare condanne penali.

Il Disturbo della condotta e il Disturbo antisociale di personalità vengono distinti dalla Cleptomania in base ad una modalità generale di condotta antisociale (in questi casi non si fa diagnosi aggiuntiva).

Nella Cleptomania il furto non viene compiuto in risposta ad un delirio o ad un’allucinazione (per es. nella Schizofrenia) e non è conseguenza di una Demenza o di un Episodio maniacale.

  1. Piromania

L’appiccamento di incendi non è causato da una compromissione della capacità di giudizio. I soggetti possono essere indifferenti alle conseguenze causate dai loro gesti. Spesso nell’anamnesi di questi soggetti compaiono problemi legati alla dipendenza e all’uso di alcool.

Criteri diagnostici

  1. a) Appiccamento di incendi deliberato ed intenzionale in più di un’occasione;
  2. b) Sensazione crescente di tensione ed eccitazione prima dell’atto;
  3. c) Il soggetto è affascinato, attratto e incuriosito dal fuoco e dai suoi contesti situazionali (attrezzature, usi, lavori connessi al fuoco);
  4. d) Il soggetto percepisce piacere, gratificazione e sollievo al momento in cui commette l’atto o assiste alle sue conseguenze;
  5. e) L’appiccamento di incendi non è messo in atto per un vantaggio economico, per esprimere rabbia o vendetta, per fini personali, in risposta ad un delirio o un’allucinazione;
  6. f) L’appiccamento di incendi non è meglio attribuibile ad un Disturbo della condotta, ad una Demenza, ad un Episodio maniacale o ad un Disturbo antisociale di personalità.

Non si fa diagnosi di Piromania quando l’appiccamento di incendi deriva da una compromissione delle capacità di giudizio (per es. nella Demenza, nel Ritardo mentale, nell’Intossicazione da sostanze).

Una diagnosi separata di Piromania non viene fatta quando l’appiccamento di incendi si manifesta come parte di un Disturbo della condotta, di un Episodio maniacale o di un Disturbo antisociale di personalità, se si manifesta in risposta ad un delirio o un’allucinazione (come nella Schizofrenia) oppure se è dovuto agli effetti di una condizione medica generale (per es. Epilessia).

4.Gioco d’azzardo patologico

Nei soggetti con Gioco d’azzardo patologico possono essere presenti distorsioni del pensiero (per es. negazione, superstizione, eccessiva fiducia in se stessi, senso di potere e controllo). Alcuni credono che il denaro sia la soluzione a tutti i loro problemi, sono fortemente competitivi, energici, irrequieti e facili ad annoiarsi.

Criteri diagnostici

  1. a) Persistente e ricorrente comportamento di gioco d’azzardo maladattivo, come indicato da almeno 5 dei seguenti punti:

– È eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per es. pensare a quando giocare, a come ottenere i soldi necessari…);

– Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata;

– Ha ripetutamente tentato di controllare o interrompere il gioco;

– È irrequieto e irritabile quando tenta di resistere al gioco;

– Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (ansia, colpa, depressione…);

– Tendenza a continuare a giocare per rincorrere le proprie perdite;

– Mente agli altri per occultare l’entità del proprio problema;

– Ha commesso azioni illegali per finanziare il gioco d’azzardo;

– Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro oppure un’opportunità di carriera per il gioco d’azzardo;

– Fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

  1. b) Il comportamento di gioco d’azzardo non è meglio attribuibile ad un Episodio Maniacale.

Un gioco d’azzardo eccessivo può comparire anche in un Episodio maniacale, che si differenzia dal Gioco d’azzardo patologico per la presenza di modalità multiformi anche in contesti diversi da quelli del gioco.

Se sono soddisfatti i criteri per entrambi i disturbi è possibile diagnosticare sia il Gioco d’azzardo patologico che il Disturbo antisociale di personalità.

5.Tricotillomania

Lo strappamento dei peli può avvenire sia in situazioni di stress che di rilassamento. Questo disturbo può comparire in associazione a Disturbi dell’umore, Disturbi d’ansia, Disturbi dell’alimentazione, Disturbi di personalità e Ritardo mentale.

Criteri diagnostici

  1. a) Ricorrente strappamento dei propri capelli (o peli) che causa una notevole perdita di capelli;
  2. b) Sensazione crescente di tensione ed eccitazione prima dell’atto o quando si tenta di resistere al comportamento;
  3. c) Il soggetto percepisce piacere, gratificazione e sollievo dopo l’atto;
  4. d) L’anomalia non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale o ad una condizione medica generale (per es. problema dermatologico).
  5. e) L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento dell’individuo.

Lo strappamento proprio della Tricotillomania deve essere distinto da una compulsione propria del Disturbo ossessivo-compulsivo in cui il comportamento nasce da un’ossessione e segue un rituale.

L’anomalia non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale (per es. in risposta ad un delirio o ad un’allucinazione nella Schizofrenia) o ad una condizione medica generale (per es. problema dermatologico che determina alopecia)

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