Categoria: ansia

Disturbo ossessivo complusivo

Disturbo ossessivo compulsivo – rituali consapevoli, ma necessari.

 

 

La sveglia non ha suonato, mi devo sbrigare! Metto la macchinetta del caffè sul fuoco e intanto scelgo i vestiti da indossare, faccio colazione e poi subito sotto la doccia. Esco dal bagno, mi asciugo, mi vesto, controllo di aver preso tutto, cellulare, portafoglio, chiavi, sì ok c’è tutto! Esco, chiudo la porta di casa con entrambe le mandate e…l’ho chiuso il gas?? Nella vita quotidiana è plausibile incorrere in dubbi circa la validità delle proprie azioni (verificare ad esempio due volte di aver chiuso la porta di casa e di incorrere nuovamente nel dubbio dopo averlo fatto): questo, fortunatamente, non accade sempre, visto che il nostro cervello effettua, al di fuori della coscienza, dei controlli costanti che ci garantiscono la sicurezza. La caratteristica principale di coloro che sono affetti da disturbo ossessivo compulsivo (DOC) riguarda invece l’alterazione di tale processo, che non consente loro di “raggiungere la conclusione logica delle proprie azioni”. Il DOC è una sindrome caratterizzata da ossessioni e compulsioni che durano almeno un’ora al giorno ed hanno un’entità tale da interferire col normale funzionamento della persona nella vita quotidiana. Le ossessioni sono vissute sotto forma di pensieri, impulsi o immagini intrusivi che provocano un marcato stato d’ansia e disagio; le compulsioni sono atti mentali o comportamenti ripetitivi che la persona è obbligata a mettere in atto per alleviare l’ansia provocata dalle ossessioni.

Le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo, almeno in una prima fase della malattia ed in particolare per quanto riguarda i soggetti adulti, sono consapevoli del fatto che le loro ossessioni non sono razionali e provocano disagio (egodistonia), di conseguenza tendono a tenere nascosti i loro comportamenti compulsivi (per tale motivo il DOC è anche detto “disturbo nascosto”). Le ossessioni più frequenti sono: pensieri ripetitivi di contaminazione (ad esempio il timore di essere contaminati dai germi attraverso una semplice stretta di mano, (Di solito l’atto compulsivo che ne consegue riguarda il lavarsi); necessità di avere le cose sempre in un certo ordine (ad esempio provare disagio se certi oggetti non si trovano in una determinata posizione); fantasie sessuali (pensieri ossessivi con contenuti aggressivi o sessuali associati al timore di poterli mettere in atto, con conseguente senso di colpa); dubbi ripetitivi (ad esempio chiedersi sempre se si è chiusa la macchina, se si è lasciata aperta la porta di casa). Le compulsioni sono comportamenti che hanno l’intento di sopprimere o ignorare l’ansia e il disagio provocato da tali ossessioni, nonostante non sempre sembrano connesse a ciò che sono designate a neutralizzare. La maggior parte delle compulsioni riguarda queste quattro categorie: contare, evitare, controllare e pulire. Vi sono casi di persone che si lavano le mani più di 200 volte al giorno per la paura, o meglio l’ossessione, di essere contaminati dai germi!

L’attore Nicolas Cage nel film di Ridley Scott “Il genio della truffa” (in fondo all’articolo il lettore può trovare un estratto del film), interpreta un astuto truffatore con continue ossessioni di contaminazione e di ordine, che cerca di sopprimere attraverso una metodica pulizia. Le compulsioni che la persona deve mettere in atto per alleviare l’ansia provocata dalle ossessioni, spesso causano uno stato di stress tale da compromettere le normali attività della vita quotidiana: per esempio il personaggio del film prima di entrare in una stanza deve aprire e chiudere la porta tre volte contando. Anche nel film “American psycho” il serial killer interpretato da Christian Bale tra le diverse patologie psichiatriche da cui è affetto mostra numerose ossessioni per quanto riguarda l’ordine. Come mostrano queste pellicole il DOC si accompagna spesso ad altri disturbi: disturbo depressivo maggiore, ansia, disturbi di personalità. A tal proposito è necessaria una distinzione tra il DOC e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DPOC): i due disturbi, pur presentando elementi simili, si differenziano per alcune caratteristiche fondamentali. Chi ha un DOC è tormentato da pensieri dal contenuto spiacevole ed è spinto a mettere in atto comportamenti rituali; è consapevole, però, che i suoi rituali sono insensati e irrazionali, e riconosce di avere un problema di cui vuole di solito liberarsi (egodistonia). Chi ha un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, invece, raramente prova disagio per i suoi comportamenti ossessivi (egosintonia); anzi, vive nella convinzione di essere protetto dai suoi comportamenti e spesso sviluppa elaborate razionalizzazioni per spiegarli. In tale patologia più che un quadro di ossessioni e compulsioni, se ne rileva uno caratterizzato da una generale preoccupazione per l’ordine, il perfezionismo e il controllo. (Per un approfondimento si rimanda all’articolo “Egosintonia ed egodistonia- di musica e di psiche” della rivista il Sigaro di Freud di Gennaio 2015).

Il DOC tende ad esordire in età molto precoce, spesso nell’adolescenza o nella prima età adulta. Si è discusso a lungo sulle cause di tale disturbo: sono state riscontrate cause genetiche osservando il grado di concordanza maggiore in gemelli omozigoti piuttosto che in quelli eterozigoti. È stata rilevata una stretta associazione tra abusi fisici e psicologici e la comparsa della patologia ossessivo compulsiva; è stato riscontrato che il grado di stress apportato da un evento è correlato alla gravità dei sintomi: non è un caso, infatti, la frequente associazione tra disturbo post-traumatico da stress e il DOC. Va detto però che, se il soggetto con DOC mantiene nel tempo l’egodistonia circa le ossessioni e le compulsioni, può ricercare la psicoterapia e attraverso essa può raggiungere un buon adattamento sociale e lavorativo. In particolare per questi pazienti appare piuttosto efficace la terapia di gruppo.

Articolo a cura del Dott. Rossetti Andrea

Per approfondire:

Guidetti, V., (2005). “Fondamenti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.” Bologna: il mulino.

Lingiardi V., (2004) “La personalità e i suoi disturbi” Milano: gruppo editoriale Il Saggiatore S.p.a.

“American Psycho” Film di Mary Harron, 2000, USA

“Il genio della truffa” Film di Ridley Scott, 2003, USA

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