Disturbi d’ansia

Diagnosticare i disturbi d'ansia

Ci capita molto spesso di sentirci agitati, inquieti, insicuri, magari all’idea di cominciare una nuova, impegnativa, giornata di lavoro, o all’idea di prendere un affollato mezzo pubblico. L’ansia è un’emozione provata da tutti nel corso di una vita normale, infatti l’ansia è un’emozione di base, che determina un’attivazione dell’organismo a seguito di uno stimolo o una situazione ambientale pericolosa o minacciosa, che attiva il circuito cosi detto della paura. Le reazioni a questa attivazione dovuta all’ansia sono diverse, dal congelamento, all’aggressività, alla ricerca di vie di fuga. Inoltre questa attivazione determina sempre un aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco, della sudorazione e vertigini. Tutto questo perché l’ansia ci permette di essere pronti a reagire di fronte ad un pericolo reale, fornendoci la massima energia muscolare per scappare o attaccare, permettendo all’organismo di salvarsi.

In questo senso l’ansia è una risorsa fondamentale del nostro organismo, che permette di mantenerci all’erta, e pronti ad affrontare le sfide dell’ambiente che ci circonda. Quando diventa un problema? L’ansia diventa un problema quando la sua attivazione è immotivata o eccessiva rispetto allo stimolo o alla situazione in cui ci troviamo. Quando questa attivazione diventa cronica possiamo parlare di disturbo d’ansia, uno dei disturbi più comuni nella popolazione, particolarmente invalidante, che spesso non risponde bene ai trattamenti farmacologici.

I disturbi d’ansia diagnosticabili sono:

  • La fobia specifica (l’oggetto o la situazione in grado di scatenare l’ansia sono individuabili chiaramente, e il loro evitamento scongiura l’aumento dell’ansia)
  • Il disturbo di panico o attacco di panico (episodio di improvvisa e intensa paura, rapido aumento esponenziale dell’ansia normale, con attivazione neurovegetativa, ovvero sudorazione, vertigini, palpitazioni e cardiopalmo, nausea, dolore toracico, senso di soffocamento, paura di impazzire e di morire. Il primo è inaspettato, ed è seguito dalla paura di averne di nuovi, portando il soggetto ad evitare situazioni in cui pensa di poterne avere altri. La diagnosi di disturbo di panico viene fatta in presenza di almeno due episodi di panico, ma in genere chi ne soffre è vittima di molti attacchi di panico.)
  • L’agorafobia (l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di unattacco di panico.)
  • Il disturbo ossessivo-compulsivo (Nel disturbo ossessivo compulsivo sono presenti pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che generano ansia e spingono la persona a mettere in atto azioni stereotipate e sempre uguali di natura concreta o mentale. Il disturbo ossessivo compulsivo contempla la presenza sintomi quali ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi intrusivi e ripetitivi, percepiti come incontrollabili da chi li sperimenta. Queste idee sono percepite come disturbanti e considerate infondate o esagerate. Chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo temere oltremodo lo sporco, i germi e/o le sostanze considerate sporche o contaminate; possono essere terrorizzati di procurare inavvertitamente danni a sé o ad altri, di poter perdere il controllo dei propri impulsi diventando aggressivi, perversi, autolesivi.
    Le compulsioni che in genere si presentano del disturbo ossessivo compulsivo, dette anche cerimoniali o rituali, sono comportamenti ripetitivi (come controllare di aver chiuso il rubinetto del gas, lavare/lavarsi, ordinare, ecc.) o azioni mentali (pregare, ripetere formule, contare) finalizzati a contenere il disagio emotivo provocato dai pensieri e dagli impulsi che caratterizzano le ossessioni sopra descritte. Le compulsioni diventano delle vere regole del comportamento e sono decisamente eccessive, talvolta bizzarre agli occhi degli osservatori.
  • La fobia sociale (l’oggetto fobico che scatena l’ansia e il disagio questa volta è la situazione in cui il soggetto si trova in presenza di persone sconosciute di cui teme il giudizio, o di essere umiliato in loro presenza.)
  • Il disturbo post traumatico da stress (Secondo il DSM-IV-TR (APA, 2000), il Disturbo Post traumatico da Stress si presenta in seguito all’esposizione ad un evento estremo di cui si è stati protagonisti o testimoni, che ha implicato morte, o minacce di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. La risposta della persona all’evento comporta paura intensa, senso di impotenza e/o orrore.
    sintomi del Disturbo Post traumatico da Stress possono essere raggruppati in tre categorie principali: 1) il continuo rivivere l’evento traumatico: l’evento viene rivissuto persistentemente dall’individuo attraverso immagini, pensieri, percezioni, incubi notturni; 2) l’evitamento persistente degli stimoli associati con l’evento o attenuazione della reattività generale: la persona cerca di evitare di pensare al trauma o di essere esposta a stimoli che possano riportarglielo alla mente. 3) sintomi di uno stato di iperattivazione persistente come difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, difficoltà a concentrarsi, l’ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme. Questi sintomi si manifestano subito dopo il trauma o dopo mesi, se i sintomi durano meno di tre mesi è definito cronico, se durano più di sei mesi è detto cronico.)
  • Il disturbo d’ansia generalizzata (si intende con questa definizione la condizione in cui la persona soffre di svariati sintomi sopra indicati, ma che non soddisfano i criteri per nessuno di quei disturbi, ed è caratterizzata dalla sintomatologia ansiosa.)

Violenza di genere e social media: come diffondiamo l’odio.

“Personalmente, penso che si possa capire l’azione dei media unicamente nella logica della violenza simbolica. I media …

L’ultimo incontro. La fine della terapia.

L’ultimo incontro. La fine della terapia. Come ogni relazione, anche quella terapeutica giunge a un termine. Ma qual è …

Il paziente difficile

Il paziente difficile- esperienze di psicoterapia Cain Fleeing AbelWilliam Blake, 1826[/ Da diversi anni seguo alcuni pazienti …